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IL SSN per le famiglie di minori con disabilità

La Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza (NPIA)

Nei centri di neuropsichiatria dell’età evolutiva si effettuano consulenze, diagnosi e cura dei disturbi dell’apprendimento, del linguaggio, della sfera affettiva ed emozionale nei bambini. Per i soggetti con disabilità si predispongono trattamenti terapeutico-riabilitativi individualizzati. Per i bambini con Disturbo Generalizzato dello Sviluppo (autismo) si attivano interventi psico-educativi integrati.

Ai servizi di NPIA si accede per invio del Pediatra di Libera Scelta o direttamente fissando un appuntamento con l’Unità Operativa distrettuale.

ESTRATTO da ARTICOLO: Neuropsichiatria infantile e Pediatria. Il progetto regionale per i primi anni di vita

Il documento è stato predisposto nell’ambito del Progetto regionale per il miglioramento della collaborazione tra Neuropsichiatria infantile e Pediatria per i primi anni di vita

 http://asr.regione.emilia-romagna.it/wcm/asr/collana_dossier/archivio_dossier_1.htm

Chiunque è autorizzato per fini informativi, di studio o didattici, a utilizzare e duplicare i contenuti di questa pubblicazione, purché sia citata la fonte.

 Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità “la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, non è semplicemente assenza di malattia o infermità” (OMS, 1948) e la “promozione della salute” non è prevenzione di malattie né semplice educazione a corretti stili di vita, bensì attenzione ai requisiti fondamentali per la qualità della vita e la dignità dell’individuo, quali istruzione, casa, lavoro, pace, equità sociale. (Carta di Ottawa, OMS, 1986).

 Il lavoro integrato fra i servizi sanitari e sociali del territorio, in partnership con le istituzioni scolastiche, oltre che con la famiglia e le organizzazioni che la tutelano e rappresentano, è riconosciuto come il modo di lavorare più appropriato (clinico, organizzativo, amministrativo, economico, ecc.); in questa ottica l’Allegato D del documento citato “La salute psichica nei primi tre anni di vita: interventi preventivi e terapeutici” fornisce ottimi spunti per una conoscenza e un lavoro fondamentali a promuovere la salute dell’adulto di domani.

Per parlare di salute è dunque imprescindibile porre attenzione al contesto di vita di ciascun individuo, di qualunque età e in qualunque condizione (anche di handicap, di malattia cronica, ecc.).

 In Emilia-Romagna le strutture di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza si riconoscono in:

  • Unità operative territoriali strutturalmente aggregate ai Dipartimenti di salute mentale;
  • Unità operative ospedaliere, strutturalmente aggregate ai Dipartimenti ospedalieri del presidio di riferimento, collocate in Aziende USL e ospedaliere.

Nelle strutture ospedaliere la NPIA è presente in 6 realtà difformi fra loro: 1 Unità operativa complessa presso l’Istituto delle Scienze Neurologiche (Ospedale Bellaria di Bologna), 1 Unità operativa in un’Azienda ospedaliera (Reggio Emilia), 2 strutture universitarie bolognesi (UO NPIA dell’Azienda ospedaliera; struttura NPIA all’interno della Clinica neurologica), 2 Servizi unificati alla NPIA del territorio (Azienda USL di Rimini; Azienda

USL di Bologna per il day hospital psichiatrico). Ad eccezione di quest’ultima realtà, la vocazione di queste strutture ospedaliere è prevalentemente di tipo neuro-pediatrico.

La NPIA consta di circa 600 operatori delle diverse professionalità (neuropsichiatri, psicologi, terapisti della riabilitazione, educatori, ecc.) ed esplica le sue attività in 91 sedi ambulatoriali diffuse su tutto il territorio regionale.

 Punti di forza

La peculiarità della NPIA in Emilia-Romagna consiste nella grande valorizzazione di questa disciplina sul territorio sin dagli anni ‘80, con articolazioni ambulatoriali diffuse anche al di fuori delle principali realtà cittadine.

La consuetudine al lavoro di équipe è una delle principali ricchezze delle modalità organizzative e assistenziali della NPIA, avendo nel tempo favorito le modalità di lavoro interprofessionale, di progettazione condivisa e di reciproco rispetto di ruoli e professionalità.

Anche l’appartenenza a un Servizio di base come era il Materno-infantile tendeva a favorire la presa in carico e gestione condivisa dei casi, unitamente ai pediatri (di base e/o di comunità) e ai Servizi sociali, a seconda delle specifiche organizzazioni locali.

La modalità integrata e condivisa di lavoro ha nel tempo consolidato un rapporto di collaborazione e reciproca fiducia fra le istituzioni scolastiche e i diversi operatori della NPIA, non solo per le situazioni di disabilità  ma anche per tutte quelle in cui si rilevano problematiche di sviluppo neuropsichico dell’infanzia.

Se si considera longitudinalmente la vita del bambino, il bisogno di migliorare la comunicazione fra NPIA e Pediatria può cominciare sin dal percorso nascita (neonati prematuri, con gravi deficit e/o lesioni neurologiche; depressione post partum, ecc.), prevedendo momenti di contatto già alla dimissione ospedaliera di neonati con problemi;

continua con il mettere il pediatra in condizioni di individuare tempestivamente alcune situazioni di disturbo evolutivo o di confrontarsi con gli operatori della NPIA in situazioni di dubbio, fino al renderlo competente, partecipe e di utile supporto alla famiglia o al progetto terapeutico-abilitativo nel caso di bambini presi in carico dalla NPIA.

 L’organizzazione della Pediatria di famiglia tra sanitario e sociale (PdF)

Le funzioni del pediatra

Il pediatra di famiglia è l’attore principale nella gestione della salute fisica e psichica del bambino, dalla nascita fino all’età di 14 anni.

L’Accordo collettivo nazionale per la pediatria di famiglia prevede che il pediatra di famiglia sia detentore dell’esclusività nell’assistenza sanitaria del paziente da 0 a 6 anni.

In questa fascia di età, si occupa in particolare di:

  • • diagnosi e cura delle patologie acute e croniche del bambino;
  • • alimentazione, favorendo, quando possibile, innanzitutto l’allattamento al seno, poi un corretto stile alimentare che permetta al bambino di crescere senza squilibri nutrizionali;
  • • vaccinazioni, proponendo e – ove necessario – eseguendo direttamente le vaccinazioni ritenute obbligatorie dal Ministero della salute, promuovendo quelle raccomandate o facoltative che meritano di essere consigliate secondo i principi dell’evidence based medicine;
  • • corretti stili di vita, sensibilizzando prima i genitori poi, appena possibile, gli stessi bambini ad assumere atteggiamenti compatibili con la convivenza comune (inserimento nella scuola materna ed elementare);
  • • educazione sanitaria: il pediatra di famiglia impegna quotidianamente una congrua parte del proprio orario lavorativo per svolgere attività di educazione sanitaria, intesa come educazione alla salute nei confronti dei genitori, affinché questi si riapproprino con autorevolezza dell’ormai dimenticato ruolo di punto di riferimento per i figli, occupandosi con amorevolezza di fornire le prime cure ai piccoli senza delegare altri (medici di Pronto soccorso, medici di continuità assistenziale, ecc.) nella gestione del cosiddetto codice bianco.

Il tempo impiegato dal pediatra di famiglia in educazione alla salute assume vitale importanza nella definizione di compiti e ruoli del pediatra, perché propedeutico al raggiungimento di un obiettivo primario: l’appropriatezza delle cure, intesa come approccio al paziente congruo e giustificato.

Un genitore che conosce ed è consapevole del carattere di innocuità delle piccole patologie che quotidianamente possono interessare il bambino, è poi in grado di affrontarle in prima persona con serenità e acquisendo ogni volta sempre più sicurezza nelle risorse interne alla famiglia. Tutto ciò non può che apportare maggiore autostima nell’acquisizione di una genitorialità che permetta di vivere il rapporto con i figli in maniera più proficua e costruttiva.

Questo innesca un circuito virtuoso in cui il pediatra di famiglia può così avere a disposizione maggiori risorse in termini di tempo (non dovendo occuparsi di acuto banale) per i temi forti della propria professione – la prevenzione, il self help, la cura dell’acuto vero (broncopolmonite, otite, faringotonsillite, ecc., che non deve più demandare all’ospedale), la gestione del cronico, l’approfondimento dei disturbi  neuropsichici (in aumento) – e può gestire un primo livello più efficace e filtrare con competenza i casi da inviare allo specialista più adeguato e formato per quel tipo di disturbo.

 Prospettive di raccordo tra NPIA e PdF

La collaborazione tra NPIA e PdF si iscrive nel quadro organizzativo descritto; attraverso questo Progetto regionale, i pediatri di famiglia hanno assunto l’impegno di collaborare a:

  • • sviluppare protocolli su invio, collegamento tra i due Servizi, presa in carico di patologie specifiche;
  • • identificare e sostenere nel tempo prassi di formazione congiunta (in particolare all’interno dell’UPD, dove sia stata attivata) su tematiche come abuso, handicap, depressione materna, ecc.;
  • • sostenere la genitorialità con iniziative di formazione, informazione e collaborazione con i gruppi di auto/mutuo aiuto;
  • • collaborare con il Servizio di NPIA e i Servizi sociali su nuove tematiche quali genitori separati, figli di immigrati, adozioni, ecc.
  • • ampliare la possibilità del pediatra di famiglia di partecipare al lavoro di rete, anche sul piano dell’intervento sociale.

 Neuropsichiatria e Psicologia dell’Età Evolutiva

http://www.ausl.bologna.it/asl-bologna/dipartimenti-territoriali-1/dipartimento-di-salute-mentale/unita-operative/neuropsichiatria-e-psicologia-dell2019eta/neuropsichiatria-e-psicologia-dell2019eta

Attività e progetti

Le Unità Operative di Neuropsichiatria e Psicologia dell’Età Evolutiva operano nell’ambito delle attività di carattere preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo per le persone fino a 17 anni di età ( 19 in caso di frequenza della scuola secondaria del disabile) , nel campo dei disturbi psicopatologici, neurologici, neuropsicologici e dei deficit neuromotori e sensoriali.

Nel caso in cui sia necessaria la presa in carico del minore, si attiva un percorso di cura personalizzato che può comprendere interventi terapeutici, abilitativi e riabilitativi, certificazione ai sensi della Legge 104/92, consulenza alle istituzioni scolastiche, prescrizione e collaudo di protesi e ausili.

Inoltre, il Servizio collabora con:

  • Servizio Sociale, anche in merito a minori segnalati dalle Istituzioni Giudiziarie
  • Pediatri di Libera Scelta e Medici di Medicina Generale
  • Unità Operative del DSM e Dipartimenti ospedalieri dell’Azienda USL di Bologna
  • Strutture Ospedaliere extra aziendali
  • Enti locali, organizzazioni sociali e di volontariato per la promozione e la realizzazione di iniziative per favorire l’integrazione sociale.

L’offerta del Servizio è erogata attraverso una rete di ambulatori e Centri specialistici presenti nelle diverse aree territoriali: Centro (Distretto di Bologna), Nord (Distretti Pianura Est e Pianura Ovest), Sud (Distretti Casalecchio di Reno, Porretta Terme, S. Lazzaro di Savena).

Le Unità Operative, attraverso il Day Hospital di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva in collaborazione con il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, garantiscono risposta all’emergenza psichiatrica nell’adolescenza.

Le Unità Operative si avvalgono di una rete di ambulatori e Centri specialistici presenti nei sei distretti:

  • Centro Clinico per la Prima Infanzia
  • Day Hospital di Psichiatria e Psicoterapia dell’Età Evolutiva
  • Centro Semiresidenziale per Adolescenti
  • Centro Regionale per le Disabilità Linguistiche e Cognitive
  • Centro Ausili Tecnologici
  • Centro Regionale Ausili
  • Centro Polifunzionale “Accendi Molti Fuochi”
  • Centro Semiresidenziale “SpazioAperto”

Inoltre, afferiscono all’Unità Operativa NPEE Area Nord:

  • Centro Polifunzionale “Accendi Molti Fuochi”
  • Centro Semiresidenziale “SpazioAperto”

e all’Unità Operativa NPEE Area Centro:

  • Centro Semiresidenziale Unità educativo-terapeutica “Parco Cedri”.

I professionisti coinvolti nel SERVIZIO NPIA :
neuropsichiatri dell’infanzia e dell’adolescenza
psicologi
logopedisti
fisioterapisti
neuropsicomotricisti
educatori professionali
assistente sociale
pedagogista
infermieri
arteterapeuta e musicoterapeuta

 

INFORMAZIONE AI SOCI

Rivolto a famiglie dei MINORI con SD

 http://www.comune.bologna.it/media/files/opuscologenitori1.pdf

è una informativa ufficiale del Comune di Bologna del 2012 ma UTILE.

settembre 2013 AUSL:

http://www.ausl.bologna.it/eauslbo/applications/cart_serv/getFile?url=/PDF/Carte/NEUROPSICHIATRIA+DELL’INFANZIA+E+DELL’ADOLESCENZA.pdf

 AUSL offre  servizio multidisciplinare

NEUROPSICHIATRIA DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA

Attività

Le unità operative di NeuroPsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza svolgono attività di carattere preventivo, diagnostico, terapeutico e riabilitativo nel campo dei disturbi psicopatologici, neurologici, neuropsicologici, dei deficit neuromotori e sensoriali per le persone fino ai 18 anni.

L’ambito di intervento è territoriale, in raccordo col Pediatra di libera Scelta o col Medico di Medicina Generale, e si articola a livello ambulatoriale, ospedaliero, domiciliare, semiresidenziale e residenziale.

Le unità operative di NeuroPsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza forniscono:

visite specialistiche e consultazioni, che prevedono anche valutazioni multiprofessionali

interventi di carattere preventivo inerenti la promozione e la tutela della salute mentale in età evolutiva in particolare mediante il lavoro nelle istituzioni educative, nelle scuole e nelle comunità.

Nel caso in cui sia necessaria la presa in carico del minore, viene elaborato dall’èquipe multiprofessionale un progetto terapeutico-riabilitativo educativo condiviso dai diversi soggetti coinvolti, compresa la famiglia.

Tale progetto costituisce parte integrante di un progetto globale di vita, in collegamento ai diversi contesti, nel quadro dell’integrazione socio-sanitaria e dell’inclusione sociale.

In considerazione inoltre del ruolo attivo svolto dai genitori nella tutela della salute dei propri figli, gli operatori sanitari riconoscono la particolare rilevanza delle richieste e dei suggerimenti provenienti dai genitori stessi.

Si viene così a realizzare un sistema curante nel quale convergono gli specialisti, i familiari e, quando possibile, i minori stessi. A tale sistema curante è delegata la elaborazione e la verifica dei Progetti terapeutici, riabilitativi, educativi.

Nel caso in cui il progetto non trovi la piena condivisione fra le componenti del sistema curante, le stesse possono ricorrere alle figure istituzionali sovraordinate.

Si attiva quindi un percorso di cura personalizzato che può comprendere, a seconda della necessità:

• interventi terapeutici

• trattamenti abilitativi e riabilitativi, logopedici, fisioterapici, psicomotori, educativi, socio-riabilitativi anche a domicilio

• certificazione ai sensi della Legge 104/92 e adempimenti relativi Accordi di Programma a garanzia di un adeguato supporto all’integrazione scolastica

• consulenza alle istituzioni scolastiche per i minori non certificati

• prescrizione e collaudo di protesi e ausili e invio ai centri specialistici

http://www.informafamiglie.it/emiliaromagna

http://www.informafamiglie.it/emiliaromagna/salute-bambini/neuropsichiatria-e-psicologia/neuropsichiatria-e-psicologia-dellinfanzia-e-adolescenza-smria-uonpia/user_view

Neuropsichiatria e Psicologia dell’infanzia e adolescenza – Smria Uonpia

E’ un servizio offerto dalle aziende USL della Regione come supporto alle famiglie con bambini da 0 a 18 anni che contiene al suo interno il servizio di Psicologia Clinica dell’Età Evolutiva e quello di Neuropsichiatria Infantile. Solo in alcuni territori i due servizi sono separati.
Il servizio di Psicologia Clinica dell’Età Evolutiva svolge funzioni di cura e sostegno psicologico alla coppia, alla famiglia e di tutela del minore, attraverso:

  • consulenza psicologica breve
  • consulenza psicodiagnostica
  • interventi di sostegno psico-socio-educativo per genitori
  • consulenza individuale o di gruppo per insegnanti ed educatori
  • interventi di sensibilizzazione e formazione per le scuole

Al servizio si accede per appuntamento, su richiesta dei genitori o di che esercita la potestà.

Il servizio di Neuropsichiatria infantile svolge attività di:

  • diagnosi, cura e riabilitazione delle disabilità neuromotorie e motorie, psichiche e sensoriali
  • diagnosi e cura delle patologie neurologiche
  • colloqui e consulenze psicologiche alle famiglie (e a bambini) in relazione alla sfera affettiva emozionale e relazionale del bambino
  • diagnosi e rieducazione dei disturbi dell’apprendimento
  • diagnosi e rieducazione dei disturbi specifici della comunicazione e del linguaggio
  • diagnosi e trattamento dei disturbi dello sviluppo legati a problematiche psico-sociali
  • attività inerenti l’adattamento individuale degli ausili protesici e informatici e l’addestramento per il loro utilizzo nell’ambito del percorso riabilitativo.
  • progettazione e consulenza per interventi di supporto extrascolastico ai minori portatori di handicap
  • progettazione e consulenza per interventi di supporto educativo extrascolastico rivolti a minori individuati come a rischio di problematiche di devianza e psico-educative
  • consulenze a favore dei minori con handicap inseriti in strutture socio riabilitative diurne
  • incontri e consulenze con genitori ed educatori su problematiche specifiche.

Il servizio di Neuropsichiatria Infantile in collaborazione con i Servizi Sociali ed in accordo con i Tribunali, può interviene anche in caso di affidamenti ed adozioni.

Dal 1 febbraio 2012, le famiglie di bambini con diagnosi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) rilasciate da neuropsichiatri e psicologi dei centri privati devono presentare tali diagnosi direttamente ai Servizi pubblici di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dall’Adolescenza, mentre per accedere ai servizi di sostegno e assistenza definiti dalla Regione Emilia Romagna con la Delibera di Giunta 108/2010, è necessario consegnare all’istituto scolastico di frequenza dei bambini, una dichiarazione sostituiva di atto notorio che attesti l’avvenuta presentazione del certificato all’Azienda Usl.Data ultimo aggiornamento:  11/10/2013

http://www.informafamiglie.it/emiliaromagna/scuola-e-servizi-educativi-per-linfanzia/integrazione-scolastica-per-bambini-disabili/integrazione-scolastica-per-alunni-diversamente-abili/user_view

Integrazione scolastica per bambini disabili

Il servizio di integrazione scolastica si rivolge a bambini e giovani con disabilità o in situazione di disagio, per i quali vengono realizzati progetti di integrazione in collaborazione con i servizi socio-sanitari e le scuole. Il servizio, che fa capo al Settore Istruzione dei Comuni, realizza anche attività informative e formative rivolte alle famiglie. Gli interventi di sostegno possono essere a carico del Comune o dell’Azienda sanitaria locale.

E’ l’art.12 della legge 104/92, che sancisce il Diritto all’educazione e all’istruzione per tutte le forme di disabilità, garantendo l’inserimento all’asilo nido, alle classi comuni della scuola materna, e stabilendo l’obiettivo dell’integrazione scolastica. Con le leggi 517/77 e la 270/82 è stato definitivamente decretato il diritto all’integrazione scolastica nella scuola dell’obbligo.

Il 29 settembre del 2010 è stata approvato in via definitiva il disegno di legge che riconosce e definisce alcuni disturbi specifici di apprendimento (DSA) in ambito scolastico quali dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, e prevede una didattica ad hoc per gli alunni dislessici. I disturbi specifici dell’apprendimento sono disturbi delle abilità scolastiche, che riguardano difficoltà specifiche nella lettura, nella scrittura e nel calcolo in presenza di una intelligenza nella norma.

In data 11 agosto 2010 l’Ufficio Scolastico Regionale e la Direzione Generale Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna attraverso l’accordo applicativo della Delibera della Giunta Regionale n.108/2010 hanno dato il via alla fase attuativa della delibera stessa, soprattutto per quanto riguarda l’assegnazione di strumenti compensativi di tipo informatico agli alunni con disturbi di apprendimento.
Dal 1 febbraio 2012, le famiglie di bambini con diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento rilasciate da neuropsichiatri e psicologi dei centri privati, devono presentare tali diagnosi direttamente ai Servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dall’Adolescenza delle Aziende Usl; all’istituto scolastico di frequenza dei bambini devono poi presentare una dichiarazione sostituiva di atto notorio che attesti l’avvenuta presentazione all’Azienda Usl.
AID Associazione Italiana Dislessia

La Circolare MIUR, Prot. n. 4089 del 15 giugno del 2010, che ha per oggetto il Disturbo di deficit di attenzione ed iperattività (ADHD), propone indicazioni e accorgimenti didattici volti ad agevolare il percorso scolastico dell’alunno al fine di integrarlo nel contesto classe.
AIDAI Associazione Italiana Disturbi Attenzione e Iperattività
AIFA Associazione Italiana Famiglie ADHD

Interventi di sostegno per l’integrazione scolastica (personale educativo assistenziale)
Si tratta di interventi di sostegno finalizzati all’integrazione scolastica dell’alunno disabile rappresentati dall’ affiancamento di personale educativo assistenziale.
Sono rivolti agli alunni che frequentano le scuole di ogni ordine e grado e vengono assegnati, sulla base delle indicazioni contenute nel P.E.I. (Piano educativo individualizzato). Il sostegno è costituito da personale educativo assistenziale che cura gli aspetti educativi-relazionali in rapporto all’autonomia e all’identità dell’alunno con disabilità e collabora con i docenti della classe per favorire l’integrazione in base al progetto formulato.

Sussidi didattici
E’ possibile richiedere una fornitura di sussidi didattici speciali per alunni diversamente abili. La fornitura di strumenti di vario genere è finalizzata all’inserimento e all’integrazione scolastica. Ne hanno diritto bambini e ragazzi, frequentanti tutte le scuole di ogni ordine e grado, a partire dai nidi d’infanzia. Gli strumenti vengono forniti gratuitamente. La richiesta deve essere inoltrata da personale tecnico del competente servizio sanitario dell’ASL.

Data ultimo aggiornamento:

17/10/2013

ADOLESCENTI

http://www.informafamiglie.it/emiliaromagna/verso-ladolescenza/centri-e-progetti-per-adolescenti-con-disabilita/centri-e-progetti-per-adolescenti-diversamente-abili/user_view

Centri e progetti per adolescenti con disabilità
Per gli adolescenti disabili, da diversi anni sono attivi, in tutta la regione, dei centri diurni per attività ricreative e dei laboratori per attività manuali.

Questi centri si propongono come punto di riferimento e di incontro per trascorrere il tempo libero, per stare insieme e organizzare giochi di intrattenimento e attività strutturate, volte a sviluppare le capacità espressive dei singoli, come ad esempio:

  • falegnameria, ceramica, pittura, manipolazione e costruzione di oggettistica
  • ascolto di musica, visione di film e video, gioco e ricreazione
  • uso del computer

Le attività strutturate sono condotte da esperti in materia, mentre le attività libere sono organizzate da operatori preparati nell’arte dell’intrattenimento e dell’animazione.

Gli spazi dei centri in generale possono essere utilizzati:

  • per il completamento di progetti individuali condotti dagli educatori professionali
  • per le Associazioni dei disabili che vogliono organizzare in forma autonoma o in collaborazione, altre attività.

Le finalità di queste strutture sono:

  • approfondire e rafforzare le relazioni interpersonali e l’integrazione con la società
  • sviluppare l’autonomia: capacità di fare delle scelte, manifestare la propria opinione, relazionare e interagire con gli altri
  • stimolare l’apprendimento di abilità che valorizzino i desideri, le capacità, le fantasie.

Numerosi centri diurni sono dotati di strutture per la riabilitazione fisico-motoria con piscine e altre attrezzature e personale specializzato.

Vi sono poi diversi progetti per adolescenti diversamente abili, che tendono a favorire la vita di relazione, l’integrazione sociale, la mobilità individuale dei ragazzi che si trovano in condizione di grave limitazione dell’autonomia personale.

Alcuni progetti, a cura dei SAP Servizi di Aiuto alla Persona e sostenuti dal volontariato locale, per i ragazzi dai 15 ai 18 anni si rivolgono soprattutto al tema del tempo libero. Le azioni e le opportunità di aiuto fornite dai SAP non sono sostitutive delle prestazioni socio – assistenziali, ma intervengono ad integrazione di queste, per favorire un miglior soddisfacimento delle esigenze e dei progetti personali dei disabili.

Altri progetti puntano alla formazione professionale, altri al mondo della scuola come il Progetto Tutor, che prevede la possibilità di affiancare un tutor facilitatore dell’integrazione scolastica ad allievi disabili che frequentano le scuole secondarie di secondo grado.

Sulla base di un preciso progetto formulato dalla scuola, il tutor assegnato, disponibile a prendere in carico l’allievo anche oltre il tempo scolastico, ha il compito di facilitare l’apprendimento, aiutare a fare i compiti e a studiare, consolidare e ampliare i rapporti sociali e le relazioni con altre persone anche nel mondo extrascolastico e nel tempo libero. Il tutor è di norma scelto dal Dirigente Scolastico tra gli ex studenti di scuola secondaria di II° grado, tra gli studenti universitari o tra i neo laureati in attesa di occupazione stabile. Il Tutor non ha in alcun caso compiti didattici, nè i compiti di assistenza di un educatore professionale. Il costo dell’intervento è a carico dell’Amministrazione Comunale.

Data ultimo aggiornamento:

23/10/2013

Corte Roncati  Bologna

http://www.assistenzanziani.it/contenuti/pdf_art/PROGG_Roncati_20070809.pdf

 

ecco alcuni utili documenti da scaricare:

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