Approvato il decreto “Cura Italia” con gravi lacune per i lavoratori con disabilità

Venerdi 24 aprile, la Camera ha approvato il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 denominato “Cura Italia”: 229 sì, 123 no e 2 astenuti. Montecitorio conferma così il testo approvato dal Senato che ora è legge.

Finisce dunque in Gazzetta Ufficiale anche il nuovo testo dell’articolo 26 nella versione emendata dal Senato. Tutt’altro che una buona notizia per i disabili gravi e anche per le persone con patologie oncologiche e con immunodepressioni. 

Grazie a Handylex (qui leggi l’intero comunicato) che ha seguito con grande attenzione tutta la vicenda, ma è sconfortante verificare come una norma apparentemente semplice, sia stata resa praticamente non applicabile. Ecco il quadro che ne esce:

A cosa si ha diritto: 

come da prima stesura del DL le assenze fino al 30 aprile (sì, “fine aprile” è rimasto, ovvero tra 6 giorni) sono equiparate al ricovero ospedaliero. Non è esplicitato in modo chiaro se incidono o meno nel periodo di comporto; non è esplicitato che non incidono sulla indennità di accompagnamento (incompatibile teoricamente con il ricovero).

A chi spetta: come prima; ai dipendenti pubblici e privati con disabilità grave (legge 104/1992, art. 3, comma 3) o che vivono in una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita.

Qual’è il percorso:

le istruzioni applicative ovviamente non ci sono ancora e non vorremmo essere nei panni di INPS o altri; saranno oggetto di circolari applicative, ma è già possibile individuare, districandosi nel testo farraginoso, quale sia la documentazione richiesta ai due gruppi di beneficiari.

Documentazione richiesta:

  • lavoratori con grave disabilità:

a) verbale di handicap con connotazione di gravità (art. 3. comma 3, legge 104);

b) prescrizione delle autorità sanitarie competenti;

c) (in aggiunta a e b) prescrizione del medico di assistenza primaria.

Il testo ora vigente non precisa chi siano le “autorità sanitarie competenti”.
Il testo ora vigente non precisa chi sia il medico di assistenza primaria; verosimilmente il medico di medicina generale (medico di famiglia).
Quindi serve una doppia prescrizione, non certo agevole in un periodo di piena emergenza COVID.

  • lavoratori con immunodepressione, esiti da patologie oncologiche ecc …

a) verbale di handicap senza connotazione di gravità (art. 3. comma 1, legge 104)

b) attestazione della condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, rilasciata dai competenti organi medico legali;

c) prescrizione delle autorità sanitarie competenti;

d) (in aggiunta a, b e c) prescrizione del medico di assistenza primaria.

Il testo ora vigente non precisa chi siano i “competenti organi medico legali” (punto oscuro anche nella priam stesura del DL); probabilmente i servizi di medicina legale o di igiene pubblica delle ASL, in questo periodo già sovraccaricate di altri impegni.

Il testo ora vigente non precisa chi sia il “medico di assistenza primaria”; verosimilmente il medico di medicina generale (medico di famiglia).

Quindi serve una attestazione e poi doppia prescrizione, procedimento non certo agevole in un periodo di piena emergenza COVID.

Questo il quadro che si può estrarre da un testo confuso e, se compreso, del tutto insostenibile.

Grazie per l’attenzione

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