CEPS il 12 e 13 ottobre in centro storico a Bologna per la giornata nazionale delle persone con sindrome di Down

“NON LASCIATE INDIETRO NESSUNO”

C.E.P.S. Trisomia 21 Bologna onlus sarà presente in centro storico a Bologna in occasione della giornata nazionale delle persone con sindrome di Down. Insieme a Coordown (coordinamento nazionale delle associazioni che si occupano di persone con sindrome di Down), anche la nostra associazione è impegnata per chiedere che ad ogni persona con sindrome di Down siano assicurate “maggiori opportunità a scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale”

L’educazione inclusiva, il lavoro, la partecipazione alla vita sociale, la vita indipendente e la possibilità di decidere della propria vita sono diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a tutti. Negli ultimi 40 anni in Italia gli sforzi intrapresi per realizzare un cambiamento culturale verso la concreta inclusione hanno portato molte persone con sindrome di Down a raggiungere traguardi importanti. L’obiettivo oggi è far sì che quanto è alla portata di molti si trasformi in realtà per tutti. Con l’intento di dare voce alle reali esigenze e desideri, permettere di esprimere la propria opinione in modo libero e senza condizionamenti.

“Non lasciate indietro nessuno” è il messaggio che CoorDown lancia in occasione della Giornata Nazionale 2019 delle persone con sindrome di Down per ricordare a tutti che solo maggiori opportunità a scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale possono portare alla piena inclusione per ogni persona con disabilità. I percorsi positivi che alcuni ragazzi e ragazze con trisomia 21 hanno intrapreso e stanno intraprendendo dimostrano come sia possibile abbattere stereotipi e pregiudizi. Ragazze e ragazzi che dal Veneto alla Sicilia, passando per Milano, Firenze e anche Bologna, studiano per prendere il diploma, alcuni anche per laurearsi, lavorano in asili nido, in bar, ristoranti, alberghi o nella grande distribuzione, fanno teatro, danza, yoga, hanno passioni e hobby, vanno al cinema ed escono con gli amici per fare l’aperitivo, hanno relazioni sentimentali e alcuni vivono in autonomia, in appartamenti condivisi con altri ragazzi. Hanno anche incontrato difficoltà e discriminazioni sulla loro strada, ma anche opportunità e il sostegno delle associazioni che gli hanno permesso di realizzare le loro aspirazioni.

L’appuntamento a Bologna è per sabato 12 e domenica 13 ottobre con il banchetto di C.E.P.S. Trisomia 21 in pieno centro storico, Via U.Bassi 4 (incrocio con Via della Zecca). I volontari dell’associazione presenteranno i progetti che C.E.P.S. sta portando avanti, distribuendo messaggi di cioccolato (realizzati con cacao proveniente da commercio equo e solidale) e violette in cambio di contributi necessari per realizzare proprio quei progetti d’inclusione sociale su cui ci stiamo impegnando.

Pier Luigi Sforza, presidente C.E.P.S. Trisomia 21 Bologna: “Questi appuntamenti che coinvolgono nello stesso momento oltre 200 associazioni sul territorio nazionale sono importanti per far conoscere cosa si è fatto e cosa si sta facendo per aumentare la qualità di vita delle persone con trisomia 21. Anche C.E.P.S. è impegnata per ottenere risposte alle tante domande che provengono da famiglie con persone con trisomia 21: ancora troppo spesso constatiamo come vi siano diritti ignorati o addirittura negati a causa di lentezze burocratiche o pregiudizi sociali. In ogni ambito nessuno deve essere lasciato indietro: a scuola come nel lavoro. E se oggi possiamo constatare come in alcuni ambiti si siano fatti passi avanti anche grazie ad associazioni come la nostra che da quasi 40 anni sono impegnate in prima fila per una vera inclusione sociale delle persone con sindrome di Down, tanto resta ancora da fare”

Nei prossimi giorni sarà poi resa pubblica anche la prima indagine svolta a livello nazionale da Coordown e rivolta a persone con sindrome di Down. L’indagine “Ora Parlo Io!” ha raccolto le esperienze di vita di centinaia di ragazzi e ragazze di ogni età: ad oggi sono ben 650 i questionari compilati, un risultato importante che permetterà di scoprire in modo diretto le percezioni e i pensieri di un numero significativo di persone con sindrome di Down. Va evidenziato che le 650 persone che hanno partecipato all’indagine “Ora Parlo Io!” fanno certamente parte di percorsi di inclusione messi in campo dalle diverse associazioni sui territori, tra cui anche la nostra, e mostrano il forte l’impatto sociale dei progetti realizzati fin dai primi anni di vita sul vissuto delle persone con sindrome di Down.

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