“Un’altra casa da vivere” in PietrAlata

La vera inclusione della persona con disabilità non può prescindere dall’autonomia personale e sociale, avendo sempre come riferimento il concetto della qualità di vita. I percorsi scolastici e lavorativi, seppur fondamentali per poter iniziare un cammino verso una buona autonomia personale, non sono sufficienti: è necessario pensare alla persona nella sua globalità, rivolgendo l’attenzione anche agli aspetti pratici, cognitivi, emotivi, affettivi e relazionali legati al diventare adulto.

Particolare attenzione deve essere dedicata al rafforzamento della propria autostima e al “saper fare da solo” fino ad arrivare al desiderio di “voler andare a vivere in una casa mia”. Questa frase, pronunciata da un ragazzo di 30 anni, non ci stupirebbe. Ma quando a dirla è un ragazzo con sindrome di Down, significa che dietro c’è stato preliminarmente un enorme lavoro di preparazione che coinvolge aspetti pratici ed emotivi per portarlo ad una vita fuori dalla famiglia. Arrivare a questa autonomia, per un ragazzo o ragazza con sindrome di Down, significa fare un percorso che comporta fatica e impegno, imparando a vivere al di fuori della propria famiglia. Dal 2013 il CEPS ha avviato un percorso di graduale distanziamento e distacco dalla famiglia, per una vita in prospettiva sempre più indipendente, in un’ottica preventiva, anticipando il “DopodiNoi” al “DuranteNoi”.

L’impegno ed i risultati ottenuti in questi anni ci dicono che, anche per questi ragazzi, è possibile un giorno vivere una vita autonoma, all’interno di “vere case”, con il supporto di una figura educativa, che monitori la routine e faciliti le relazioni.

Il 12 ottobre 2013 è stato così inaugurato l’appartamento di Via Pietralata 18 a Bologna che ospita i partecipanti al progetto “Un’altra casa da vivere” di CEPS Trisomia 21 onlus.

Il progetto si realizza attraverso un percorso di interi week end o più giorni feriali in cui i ragazzi e ragazze rientrano in un appartamento in Via Pietralata (centro di Bologna) dopo aver lavorato o svolto attività occupazionali nella città. Con questo percorso si vuole portarli alla condizione di imparare a capire e soddisfare i propri bisogni, desideri e sogni, e a prendere decisioni adeguate e indipendenti per il proprio benessere e per quello degli amici o amiche, educandoli a diventare cittadini adulti, attivi ed integrati nella nostra città. Il progetto “PietraAlata, un’altra casa da vivere” è finalizzato quindi al raggiungimento di autonomie idonee ad affrontare situazioni di vita indipendente ed è organizzato in percorsi di autonomia abitativa. Si concretizza con week-end e settimane con permanenza continuativa di un numero variabile (da 4 a 6 ragazzi e ragazze) in presenza di educatori professionali, nonché con moduli di “esercizi di autonomia”, che sono laboratori che si tengono presso l’appartamento durante la settimana. Il progetto coinvolge circa 20 tra ragazzi e ragazze, tutti tra i 20 e 38 anni e sono seguiti, a seconda delle diverse attività, da uno  o due educatori appartenenti a due diverse cooperative sociali specializzate. In un anno sono realizzati circa 30 week end di coabitazione e altrettanti laboratori infrasettimanali, all’interno di un appartamento che l’Associazione ha in affitto da un ente privato.

3 grazie appartate

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HFH 2015-2016